Come vogliamo dire le parole?

Come vogliamo dire le parole? si, con la bocca,
col pensiero, il fiato, il sentimento,
l’assiduo graduale organizzato allineamento,
che concede al massimo licenze bustrofediche…
– la smetti con le prediche? –
l’altra licenza, non denominata, il guizzo
che unisce la parabola alla trama, che ama
nessi inauditi, nuclei esorbitanti, orbite
con tre occhi, tre zampe, sette nasi e venti linfociti.
– Mostri? perché? non sogni mai? La piastra
che connette le immagini è fatta di materia
fugaceterna. La lanterna magica suggerisce
non ordina. Ma noi, abbiamo sempre il nostro vizio:
giocare a parlare di parole.

E scriverle.

C’è un gioco a “cuco” nella mente fra le
parole dette e scritte. Resta un buco colmabile
con niente. Lo spazio tra una
zampetta di grillo e il canto.

Ma il cemento che salderà chiavi grammaticali
e retoriche – però può farne senza –
libero muratore oppresso dai
nòmoi, è sugo della sofferenza.

Alberto Schön
(Dubitare per credere, 1992)

Alberto Schon

AUTORE

Alberto Schön

Medico, Neurologo, Membro Ordinario SPI-IPA.
Si interessa di comunicazione non verbale, creatività, umorismo.